Gran Fondo "Serra MTB" a Piverone (Bi)

Domenica 11 maggio rappresenta per il sottoscritto il battesimo con l’agonismo, vissuto in prima persona, per il 2008 con la GF Serra MTB nata sulle ceneri della Serra Bike.

 

Dopo aver passato il 2007 senza aver corso una GF a causa degli impegni di lavoro e di famiglia, approdo alla Serra MTB senza una vera e propria preparazione: 120Km nelle gambe.

Quando innocentemente comunica la cosa ai miei compagni di squadra (CO2) vedo visi inorriditi e sorpresi che sia possibile fare così pochi chilometri in bici…

Io non mi sorprendo: so bene che cosa devo fare per andare in bici e quest’anno tra il lavoro e la famiglia i pochi week-end liberi li ho dedicati all’organizzazione della GF Terre dell’Erbaluce.

 

Giungiamo al paesello di Piverone con congruo anticipo, giusto in tempo per ritirare il pacco gara e qui arriva la prima (peraltro annunciata) sorpresa: partirò con il numero 47!!

Quel maledetto di Ivano ci ha giocato un bello scherzo e, come promesso, ha assegnato a tutti noi di CO2 numeri di partenza bassissimi!!

Ma vi immaginate io, con appena 120Km nelle gambe, partire in primissima griglia con più di 650 agguerriti biker alle spalle, situazione da brivido!!!

Credo che l’idiota che fa da tappo sia già stato identificato… chi sarà mai?? J

 

Lo spirito con cui mi accingo a questa gara è veramente strampalato, mentre tutti gli altri si stuzzicano e si stimolano a vicenda io vivo i momenti immediatamente precedenti la gara con calma assoluta: per me più che una gara si tratta di un allenamento in compagnia (e che compagnia!!).

Ancora non ho deciso se pedalerò per i 45Km del lungo oppure per i 23Km del corto, la voglia è quella di fare il lungo ma la forma (?) lascia desiderare. Non bisogna dimenticare che il corto rappresenta il 20% dei Km che ho nelle gambe mentre pedalare sul lungo significa incrementare il mio chilometraggio di oltre il 40%.

Partiamo con le pedalate di riscaldamento e ci inerpichiamo per la prima salita del percorso: è veramente ripida e dopo circa un Km di fatica decido di girare la bici in dietro; non ho l’allenamento degli altri, e si vede, e non voglio compromettere la mia “gara” con una fatica inutile.

Mi accorgo che anche Pier (“The President”) la pensa come me e decidiamo di pedalare a ritmo tranquillo nel piano del paese di Piverone.

 

Come al solito vedo bici spaziali sfrecciare intorno a me, e grazie alla mia nuova fiammante KTM in carbonio per una volta tanto non faccio (prima della gara) brutta figura, per le figure durante e dopo ci penserò poi...

La presenza di molti "veri atleti" e pochi cinghialoni come me mi demoralizza e mi fa presagire che sarà un luuunga pedalata; pazienza ci sono abituato e la cosa non mi preoccupa più di tanto.

 

A pochi minuti dall’ingresso in griglia ecco che Pier sparisce preannunciando un clamoroso gabolone… chissà che cosa diavolo avrà mai architettato.

Mentre siamo in griglia (ragazzi in primissima griglia, il campione italiano Zoli parte 5 metri avanti me: dietro oltre 650 biker, che emozione!) ecco che vediamo Pier che si avvicina.

Il primo pensiero è “ma che ca…volo di maglia ha??” poi ecco svelato il gabolone: si è fatto fare da Pella una maglia tricolore identica a quella di Zoli solo con la scritta CO2 nella fascia bianca.

Mitico, solo lui poteva architettare una cosa simile!

Complice il numero di partenza basso (45) tutti lo fanno passare e si chiedono chi diavolo sia il biker con la maglia tricolore…

Non contento si avvicina a Zoli che lo squadra stupito… poi Pier gli spiega lo scherzo!!

 

Bene siamo in griglia, tra l’altro anche Antonio mi si è avvicinato oltre a CO2 anche Biella Biking parte in prima griglia, mi sa che mi martellerà nei giorni a seguire… pronti a partire.

 

Prima della partenza mi è piaciuto il minuto di silenzio per ricordare lo sfortunato Beppe che è mancato alla nostra GF Terre dell’Erbaluce seguito dall’inno di Mameli suonato dalla banda di Piverone: avevo i brividi.

 

Pronti… Via!

Non sono passati neanche 10secondi ed ecco che tutti mi stanno passando come fulmini sulla salita.

La mia tattica è semplice: pedalare a basso ritmo per riuscire a concludere i 45Km del lungo, ci riuscirò?

Il cardio mi conforta sono ampiamente sotto i 180… il fiato un po’ meno ma d’altronde so che mi aspettano 2Km di salita per arrivare in cima alla Serra. Chiaramente tutti mi sorpassano, mentre io ne passo pochissimi, imperterrito non faccio prendere dalla foga e pedalo al mio ritmo.

Accidenti certo che 2Km sono lunghi, ma finalmente ecco che giunge il primo falsopiano: vai di padellone e pedalare!

Benché il ritmo sia sostenuto, il contaKm della bici (omaggio di Ivano, il precedente proprietario della mia Kappa) segna una velocità di 27-29Km/h, riesco a superare un paio di biker mentre sono decisamente di più quelli che mi passano, mi domando come diavolo facciano!!

 

Siamo ormai al 5Km, il fiato è buono la gamba anche ed il cardio segna circa 180-181, direi che non c’è male e l’obiettivo dei 45Km sembra fattibile.

Ecco che arriva un tratto di asfalto: lo riconosco!!

Due anni fa, quando feci la mia ultima Serra Bike ricordo benissimo questo tratto in quasi single track: le gambe erano demolite e dovetti ricorre al rapportino per salire, mentre ora pedalo agile con la corona centrale, ma… cosa capita?

Noo, non ci posso crede: qualche impedito ha messo il piede a terra e di conseguenza il serpentone di biker che lo segue è costretto a posare il piede a terra ed anche io.

Intorno a me volano gli insulti ed in cuor mio devo essere sincero che qualche maledizione la mando. Ad ogni modo prendo la cosa con filosofia, per me è un allenamento e non mi preoccupa spezzare il ritmo, piuttosto percorrere dei tratti camminati perché già so che questo significa che i crampi arriveranno… è solo questione di tempo.

Si è trattato di un falso problema, presto siamo di nuovo in sella (anche se qualcuno spinge la bici a piedi) e so che davanti a me c’è la discesa!!!

Decido di accodarmi ad una biker, mentre qualcuno mi sorpassa a destra ed a sinistra: mannaggia mi maledico da solo sto seguendo una biker troppo prudente per  i miei gusti!

Ecco che intravedo la possibilità di sorpassare caccio un “Sinistra!!!” urlato a tutto fiato e via… mi lancio a perdi collo per la discesa… ragazzi che figata AMO la velocità in discesa.

Certo che se ci vedessi qualcosina di più probabilmente potrei anche prendere qualche rischio in più però per il momento va bene così…

Riesco a mantenere il ritmo sino ai 10Km, quando il percorso abbandonato il lago di Bertignano risale.

Il percorso alterna single track a sentieri un pelo più larghi… la gamba c’è ma sento qualche cedimento… i quadricipiti iniziano a farmi male.

Dentro di me nasce il dubbio: sono ad un quarto della fatica riuscirò ad arrivare sino a Croce Serra e poi alla Broglina?

Bah, continuiamo a pedale e si vedrà…

Ecco che c’è una bellissima discesa ma accidenti subito dopo mi trovo ad affrontare una curva a gomito; sono troppo inclinato il tempo di pensarlo e… pammm! sono a terra!

Mamma mia che botta, cerco di rialzarmi e pamm! sono centrato da un biker dietro a me che non mi aveva visto a terra. Per 20-30s resto senza fiato… veramente non riesco a respirare.

Mi calmo, ricomincio a respirare e inizio a camminare.

Il ginocchio fa male… che botta!

Basta, prendo la decisione di fare il corto… mi sa che ho sopravalutato la mia (scarsa) preparazione.

Dentro di me la rabbia sale… porca miseria sono andato piano per fare il lungo e mi ritrovo a pedalare per il corto: lo sconforto mi assale, sono veramente con il morale sotto i piedi.

Continuo a pedalare, oltre che abbacchiato sono anche malconcio. Il ginocchio duole ma la botta alle costole è meno peggio di quanto pensassi.

Sulle salite sono costretto a ricorrere alla corona centrale (invece del vitatissimo 44-32) ed in un tratto addirittura al rapportino: uno sguardo al cronometro è passata un’ora e mi sa che l’allenamento dello spinning è terminato!!!

La velocità è ancora bassa, lo sconforto è alto.

Arrivo al primo rifornimento, chiaramente non mi fermo e prendo una bottiglia d’acqua che bevo mentre pedalo: non ho neppure il fiatone; sarà pure un allenamento ma mi sa che l’ho completamente sbagliato, la rabbia mi assale.

Arrivo al bivio e senza indugio mi catapulto sul corto.

Inizia un single track da fare in discesa, tutto frenato. Un imbecille invasato decide di centrarmi mentre scende e mi trascina con lui. Non lo riempio di insulti solo perché sono un signore.

Non sono ancora entrato nell’idea che il mio allenamento si è trasformato in gara per cui appena giunti nel piano un paio di biker mi passano.

Nel bel mentre realizzo che sono alla fine delle mie fatiche, che mi aspetta solo una discesa e che… no e poi no| NON esiste, non esiste proprio che mi passino cosi’ come un pollastro!!

Quindi: padellone… e via le gambe a 1000, con il fiatone li riacchiappo entrambi mentre inizia la discesa.

Si tratta della stessa strada che abbiamo percorso al contrario in salita.

Mentre scendo mi sembra di essere in un frullatore e mi vengono in mente le parole di Ivano mentre mi descriveva il percorso: “…bisogna fare attenzione all’ultima discesa, perché è un lungo acciottolato e ti frulla le braccia!”, cribbio aveva proprio ragione.

Lanciato in discesa (sono oltre i 50Km/h) passo un biker gridando un “Sinistra!” (facendo bene attenzione a non mettere la lingua tra i denti) ed inizio a pensare che non sopporterò un minuto in più di questa tortura. Nel mentre, inizia l’asflato e… porca miseria sono proprio un rospaccio!

Con la catena sul padellone shakerata dalle pietre cosa poteva accadere: solo che la catena cadesse… ed ora che fare??

Beh la strada per l’arrivo è principalmente in discesa… io sfrutto la velocità della discesa e poi troverò una gabola nel tratto in piano prima dell’arrivo.

Detto…fatto nel tratto piano riesco miracolosamente a fare risalire la catena con un dito sulla corona e riparto a 1000. Vedo ancora due biker avanti a me… riesco a passarne uno prima dell’arrivo.

 

Fatica terminata, ma… sono deluso di me stesso.

 

Volevo fare il lungo ed ho fatto il corto… per di più con un tempo orrendo: 1h e 30m.

Che vergogna: d’altro con 120Km (ora 143) nelle gambe che potevo fare: forse qualcosa di meglio. Chissà se non fossi caduto magari avrei potuto tentare di fare il lungo: certo che avrei dovuto restare in sella almeno 3h – 3h e un quarto: ci sarei riuscito?

 

Appuntamento alla prossima gara, sperando che ci sia una prossima gara!

 

Devo essere sincero: questa edizione della Serra MTB è decisamente organizzata meglio di quella a cui avevo partecipato due anni fa. Non la pensa come me Kusa che non solo si è ritirato perché a sbagliato strada e si è perso, ma gli hanno anche aperto la macchina per fregargli il portafogli (che però aveva accuratamente nascosto).

Essendo giunto tra i primi riesco a fare la doccia (calda, anzi caldissima!) con tutta calma, poi vado all’arrivo per vedere gli altri che giungono.

Pasta party accettabile (mangiato in solitaria, perché il lavoro mi attende a casa), pranzato con tutta calma senza casini e poi… a casa!