Gran Fondo "Serra MTB" a Piverone (Bi)

Ed eccoci, anche per il 2009, ad inaugurare la stagione agonistica in MTB.

Come nell'anno passato, l'inizio e' rappresentato dalla GF Serra MTB, dato che sino a poco tempo prima iil mio (poco) tempo libero era dedicato all'organizzazione della "nostra" GF, la Terre dell'Erbaluce.

E come l'anno scorso la preparazione e' quella che è, ossia scarsa!

La distanza più lunga sino ad ora pedalata è rappresentata dalla prova del percorso corto della Serra MTB di domenica 3 maggio assieme ad Alex e Davide.

 

Sono quasi certo di essere uno dei pochi al via della gara con meno di 150Km effettivi nelle gambe (senza considerare i Km virtuali pedalati con lo spinning).

Con la solita incoscienza che mi contraddistingue annuncio agli amici che se me la sento farò il percorso lungo (che credo essere di 43Km); ovviamente nessuno mi prende sul serio!

Anzi, Pier cerca pure di convincermi di fare il corto con lui, lo stesso tentativo lo fa Davide con cui ho condiviso la prova della domenica precedente.

Fatto sta che la mia sicurezza vacilla non poco sin dal mio arrivo a Piverone: la partenza è prevista in basso lungo la statale, prima di mettere le ruote fuori-strada ci aspettano circa 2Km di asfalto in salita, inutile nascondere la mia preoccupazione...

 

Giungiamo a Piverone con congruo anticipo, giusto in tempo per ritirare il pacco gara e qui scopro che partiro' nella seconda griglia di Coppa Piemonte, beh almeno per una volta non partirò dal fondo del plotone come accaduto nella stagione passa a Limone e Lessona.

 

Mentre gironzoliamo per scaldarci prima della partenza il pensiero di fare il corto prende il sopravvento, la mia parte incosciente cerca pero' di farsi strada su quella razionale ed il pensiero al lungo è sempre li presente.

Partiamo con le pedalate di riscaldamento e ci inerpichiamo per la prima salita del percorso (dopo il nuovo tratto in asfalto): è veramente ripida e dopo circa un Km di fatica decido di girare la bici in dietro; non ho l’allenamento degli altri, e si vede, e non voglio compromettere la mia “gara” con una fatica inutile.

Ad ogni modo assieme a Davide proviamo la partenza: ragazzi che fatica, e si tratta solo dell'inizio!!

Vabbe', poco male decido che salirò al mio ritmo incurante dei sorpassi che subirò. 

 

Entriamo in griglia e, non avendo nulla da perdere inizio a fare battute e battutine ai miei soci, siamo tutti insieme nella stessa griglia (tranne Davide a cui ci siamo dimenticati di dare il bollino blu per entrare nella griglia di Coppa Piemonte).

 

Pronti… Via!

Non sono passati neanche 10secondi ed ecco che tutti mi stanno passando come fulmini sulla salita, io mi accodo ad Alex e piano pianino saliamo al nostro passo.

La mia tattica è semplice: pedalare al mio ritmo per decidere al bivo tra lungo e corto che cosa fare.

Ecco che affronto il primo tappo, stranamente la strada è larga e non ne capisco il motivo se non che il fondo da asfaltato si trasforma in laster di pietra.

Mannaggia, devo mettere il piede a terra; un biker davanti a Davide quasi casca, Davide si ferma di colpo ed io sono costretto a fermarmi. Poco male risalgo in sella.

Chiaramente sono molti quelli che mi sorpassano, io ne passo pochissimi tra cui Davide ed Alex, ed imperterrito non mi faccio prendere dalla foga e pedalo al mio ritmo.

Oramai sono quasi 3Km e mezzo di salita, ed ecco che il sentiero spiana: qui riesco a passare una ventina di biker nei 500-600m di falso piano, poi so che alla fine mi aspetta un rampone da fare a piedi!

Arrivo alla rampa e... mannaggia il piede destro non ne vuole sapere di sganciarsi! Porca miseria! Sono costretto ad accasciarmi a terra e togliermi la scarpa per riuscire a ripartire a piedi; mi sorpassano in una 50ina.

A questo punto inizio a spingere a piedi come un forsennato e, stravolto, raggiungo di nuovo Alex, faccio assieme a lui e a Marco la rampa in salita.

Arrivati in punto saluto velocemente Luigino e poi mi fiondo in discesa.

Il sentiero risale, ma la pendenza non è eccessiva: ma porca miseria cosa succede? Degli imbranati decidono di mettere i piedi a terra! No! No, io non posso la scarpa non si sgancia! Allora imperterrito metto il rapportino e chiedendo strada salgo pedalando (d'altronde domenica passata l'ho fatta senza fatica sol medio davanti!) solo che un badola mi si mette di traverso e devo mettere giù il piede!

Non c'è verso di ripartire: solita tiritera: togli la scarpa, sganciala dal pedale e riparti. Risultato? Almeno in un'altra 50ina mi hanno passato. Da qui in poi non vedrò più Alex che era dietro a me.

 

Riparto, ma sono veramente abbacchiato... arriviamo sull'asfalto che passa a Zimone, verso il lago di Bertignano: padellone, 11 dietro e via a tutta!

Qualche posizione la riesco a recuperare, arrivo al lago di Bertignano e scopro che sono 9 minuti più lento rispetto alla prova: vabbè ci sta; sono partito dalla statale invece che dalla piazza di Piverone e sono caduto 2 volte.

Inizia a farsi pressante il pensiero di fare il corto, ma soprattutto sono preoccupato per un tratto che mi aspetta più avanti in cui devo poggiare il piede e la scarpa non si sgancia: mi aspetta una nuova caduta.

 

Intanto pedalo al mio passo, qualcuno mi sorpassa, qualcuno lo passo io e si pedala nel fango.

I tratti nel fango sono aumentati di parecchio rispetto alla domenica precedente, sarà causa del temporale di sabato sera?

 

Continuo a pedalare nei single track ed il contaKm segna circa 11Km, e sono appena passati 45minuti.

Rifletto: da qui in avanti il mio allenamento legato allo spinning non serve più a nulla, ma soprattutto anche chiudendo molto in 45-50minuti di spinning faccio almeno 16Km, qui sono molto di meno!

 

Ogni tanto affiora nella mia testa il pensiero legato alla scelta del percorso: sono circa ad un quarto della fatica, riuscirò ad arrivare sino a Croce Serra, al Ciucarun e poi alla Broglina?

Una vocina mi spinge a scegliere per il corto...

 

Finalmente arrivo al primo rifornimento, la borraccia è quasi vuota ed ho già anche bevuto la prima confezione di carboidrati liquidi, ma sorpresa! Il primo rifornimento non c'è!! Che fregatura, io mi aspettavo di poter bere già qui invece non c'è storia: hanno sposta il rifornimento, lo avranno organizzato in mezzo a Magnano.

 

Dopo un paio di Km, finalmente arrivo al vero rifornimento. Nel frattempo incontro due volte un cartello che indica 30Km all'arrivo, di certo la precisione delle indicazioni non fa parte delle qualità di questa organizzazione!

Mi scappa da pisciare: mi fermo lungo la strada, espleto la funziona fisiologica e riparto.

Oramai so che la bivio manca poco un paio di Km, non di più: che fare?

 

La gamba per quanto stanca mi pare ci sia, la prestazione sul corto non la riesco di sicuro più a fare, scegliere il corto come ho fatto l'anno passato ed avere il rammarico di poter fare di più non mi va.

Basta lascio la scelta al caso, al bivio guardo dove gira la maggioranza e mi adeguo!

Ecco ci siamo, vedo il bivio: dunque uno, due e tre scelgono il corto, quello davanti a me prosegue per il lungo... vaffanculo decido di fare il lungo!

Continuo a pedalare in trance: ma sono scemo, ho scelto di fare il lungo?!? Mi accodo a chi mi precede e gli ciuccio la ruota, per un po' decido di farmi tirare.

Proseguiamo così per un bel po': arriviamo alla Broglina e continuiamo, mi ricordo di essere passato di qui un paio di anni fa con Nedo e Candela, solo che quella volta era la fine del giro ed era in discesa!

Adesso invece pedalo in un falso piano in salita, la strada è larga, il fondo è bello e decido di passare il biker che mi precede.

Proseguo al mio passo, un paio di biker mi passano ma io ne riesco a passare un altro paio.

Riesco addirittura a scambiare un paio di parole con un tizio che ho già visto ma che non so come si chiama, poi la strada sale leggermente e lo perdo.

Decido di bere la seconda ed ultima confezione di carboidrati liquidi, da qui in poi posso contare solo sulle mie gambe!

Intanto raggiungo un biker del Master Team, da qui in poi ci supereremo più volte a vicenda ma sostanzialmente andremo allo stesso ritmo: mi precederà all'arrivo di un secondo!

Abbandoniamo la cresta della Serra e mannaggia: scendiamo! Questo significa che per arrivare a Croceserra dovremo di nuovo salire. Finalmente arriviamo nel tratto in pineta. Il fondo non è dei migliori, non riesco a spingere il padellone e mi arrangio con il medio. Raggiungiamo due biker dell'Olimpo Bike Team di Milano e formiamo un gruppetto a cui si aggrega un'altro del Giai Team ed uno di Tessiore. Arriveremo abbastanza compatti sino al termine.

La strada intanto sale, lentamente non con troppa pendenza ma sale ed arriviamo a Scaleis ed ecco che sorpresa trovo il secondo rifornimento. Mi fermo qualche secondo giusto il tempo di riempire la borraccia e di prendere un'altra bottiglia d'acqua.

Da qui si sale sino alla Torre e non come credevo io a Croceserra; poco male buona parte della strada è su single track ed io la faccio a piedi. I miei compagni si adeguano: mi sa che siamo tutti della stessa forza. Io ho finito da un po' la benzina e la soglia della fatica vado avanti per inerzia senza preoccuparmi di quanto manca alla fine, spero che buona pare della strada ora sia in discesa.

Sui single track accade il patatrac: crampi ad un muscolo di cui ignoravo l'esistenza alla gamba sinistra (si tratta del muscolo all'interno della coscia) e al quadricipite della gamba destra. Che fare? Ricorro al solito trucco, rapportino e gambe che girano a mille. I crampi sono lì in agguato e mi tengono compagnia per i successivi 10 minuti, ma riesco a sconfiggerli.

Ecco che arrivo alla temuta discesa che porta al Ciucarun, in effetti il fondo è veramente schifoso, uno dei tizi Milanesi scende come fa anche il tizio del Master Team e del Giai Team: non mi resta che omologarmi e fare anche io la stessa cosa, il biker di Tessiore invece decide di proseguire in sella.

Poi quando il fondo mi sembra migliore decido di di salire in sella e... mi lascio andare! Non mi devo preoccupare di cosa potrebbe accadere, scendo e questo basta, anche gli altri decidono di seguirmi.

Finalmente (oramai non ne potevo più) arriviamo al Ciucarun e... la strada risale, me lo aveva detto Ivano, ma c..ribbio non ho proprio voglia di ri-iniziare a faticare. Ad ogni modo adotto il rapportino in una salita che normalmente farei con il medio e piano-piano mi arrampico: un segnale indica 10Km all'arrivo, oramai il più è fatto!

 

Dopo tanta fatica arriviamo alla discesa finale: sono preparatissimo e parto a mille, mi lascio tutti alle spalle. Sull'asfalto sento una frenata e... il tizio del Master Team mi sorpassa! Provo a stargli dietro ma non ne ho proprio più, solo con la forza della disperazione riesco quasi a recuperarlo, ma non ci riesco!

Pazienza, la mia impresa l'ho compiuta terminando il percorso lungo. Non me ne frega niente del tempo (che poi grazie ad Alex scoprirò essere pari a 3h e 35m), sono felice perché sono riuscito a fare il lungo.

 

Doccia fredda (d'altronde sono uno degli ultimi) e poi mi aspetta un pasta party accettabile (mangiato in compagnia di Alex che è arrivato circa 10minuti prima di me) e poi… a casa!

 

Ok, adesso mi aspetta un'altra gara... ammesso che ci sia l'occasione per fare un'altra gara!