24h di Cremona

Sono poche le parole per definire una gara come la 24h di Cremona:

Massacrante

Bellissima

Coinvolgente

Massacrante, perche' anche se si e' in tanti, noi eravamo in 9, per uno o due giri bisognare pedalare "a tutta" e anche se il giro e' di soli 8Km per tutto il giro non bisogna mai mollare un minuto ...

Talmente massacrante che quando sei quasi alla fine delle 24 ore il solo pensiero di appoggiare le chiappe sulla sella ti fa gia' male e le gambe diventano dure.

Bellissima, intanto perche' la locazione e' veramente bella (un parco nella citta' sulla riva del fiume Po) ed il percorso per quanto possa sembrare facile ... non lo e'!

Coinvolgente: come non puo' esserlo una gara con oltre 100 squadre?

Se poi come nel nostro caso si partecipa con due squadre e si scommette la cena ... va da se' che la gara diventa coinvolgente!

Tra tutte le gare che ho frequentato sinora questa mi ha colpito per l'eterogeneita' dei partecipanti: c'erano bici di tutti i tipi e di tutti i costi.

Si va dalle bici da "supermercato" a bici in titanio, da freeride a bici da ciclocross; veramente c'era un po' di tutto. Il range di prezzi delle bici era coperto completamente: da 150Euro sino ad altro 5mila!

Dopo la gara la domanda tipica e' "Come e' andata?" se si guarda la classifica finale un 16 posto assoluto non e' assolutamente un risultato da buttare ma .. ecco il fatto di essere arrivati dopo l'altra squadra (di soli 9minuti su 24 ore!!!) e di essere stati nella notte ottavi assoluti qualche rimpianto lo fa venire. Se poi si pensa che siamo stati superati solo perche' siamo stati vittime dell'unico incidente (rottura della catena) sui diciotto partecipanti: il rimpianto e' ancora piu' grande.

La mia esperienza personale (ero alla prima 24h della mia vita) e' stata veramente valida: purtroppo lo stesso non diranno i miei compagni! Iniziamo dalle brutte notizie: io ero quello che girava piu' lento di tutti.

La foto a sinistra mi ritrae nel primo giro della domenica mattina.

Il mio giro era sui 21minuti, i piu' veloci (Ivano) hanno ottenuto anche 17 minuti, la media era sui 19.

Le mie chiappe si ricorderanno a lungo della gara, come molti altri hanno sofferto gli scossoni inflitti dal terreno duro ed incidentato.

Il mio motto ("poteva andare peggio!") trova piena applicazione sin dal mio primo turno. Incomincio il primo giro lo faccio intorno alle 20; le condizioni meteorologiche sono leggermente cambiate rispetto al pomeriggio. Alle 15 splendeva il sole e faceva pure caldo, poi lentamente ma in modo inesorabile il tempo e' cambiato: quando tocca a me a partire sta per scatenarsi un tremendo temporale.

Il cielo e' nero di nubi, soffia un vento terribile tuoni e lampi a non finire, ergo: luci accese sin dall'inizio!

Il vento (fortissimo) caratterizza il mio giro: ovviamente per cause a me sconosciute si trova a spirare nei tratti rettilinei in direzione contraria alla mia. Pedalare diventa faticoso, poi nell'attraversamento di un tratto "boschivo" un ramo mi colpisce sulla spalla mi viene quasi da piangere.

Nei tratti sabbiosi rischio di piantarmi e cadere, la prima volta che decido di scendere per spingere la bici mi faccio una fantastica contrattura all'inguine: credo che Fantozzi

mi faccia una pippa!

Nonostante tutto questo sono riuscito a superare parecchi altri atleti (la cosa mi conforta c'e' gente che va peggio di me) mentre mi hanno superato "solo" in 4 o 5, non male (per i miei standard). Rinuncio al secondo giro che mi toccava; Alberto che mi aspetta per il cambio e', ovviamente, entusiasta di questa mia decisione ...

Arrivo alla base: il temporale sta facendo i suoi danni: un gazebo e' volato via (prontamente catturato prima di perderlo definitivamente). Sposto la mia macchina che assieme altre serve ad ancorare i gazebo-dormitorio, in modo che non volino via. A questo punto decido di smontare la brandina, e visto che posso uso l'auto (per fortuna che ho una station wagon) come suite imperiale.

Dopo una frugale cena, gli altri (bastardi) avevano cenato mentre io pedalavo, mi corico in macchina il vento si sta calmando ed il temporale evidentemente si e' sfogato altrove; sono cadute poche goccie di pioggia. Prima di dormire passo la mia batteria ad Andrea (la sua NON si carica, nonostante sia nuova di pacca) e la piazziamo sulla sua bici. Sono appena riuscito a prendere sonno mentre arriva Bresca urlando: "Primi, siamo primi! Ho superato Kusa che ha rotto la catena!".

Kusa (poveretto) arriva qualche minuto dopo: e' distrutto ed ha quasi le lacrime agli occhi. Rinuncia ad aggiustare la catena (ci pensa Ernesto nonostante sia dell'altra squadra e sia notte ...) e si fionda nella branda.

Pazienza, riprendo con fatica a dormire ma ecco che qualcuno bussa ai vetri della macchina: maledizione, e' Dario che sta per andare alla partenza!

Mi tocca alzarmi, sono le 2 e mezza del mattino e la voglia di pedalare e' pari a zero.

Aspetto Andrea per recuperare la batteria; la monto e vado alla partenza: voglia di pedalare se possibile e' ancora diminuita.

Gia' alla partenza l'atmosfera e' surreale: gente con luci ovunque (chi come me le ha sul manubrio, chi le ha sul caso, chi sulla forcella, ...), facce assonnate, sbadigli, gente che guarda prima di andare a ballare (o appena uscita da ballare) e che fatica a comprendere il nostro spirito.

Lungo il percorso l'emozione e' tanta almeno quanto la fatica.

Non avevo mai pedalato di notte, incredibile mi piace veramente tanto; non fosse per la stanchezza e per il ritmo che mi sono imposto per riuscire a non perdere troppo rispetto glia altri sarebbero veramente momenti da godersi la pedalata: raggiungo un tizio vestito da uomo ragno: subito credo di sognare, in realta' si tratta di una divisa, l'ho rivista poi anche al mattino.).

Va poco meno di me, decido di fare il ritmo su di lui. Mi accodo e lo seguo fino a quando non vede un banco di sabbia: si impianta e casca. Decido di non seguirlo e parto: da solo buoi completo intorno a me. Solo io, la mia fatica ed il percorso che mi aspetta.

Continua l'atmosfera surreale: il percorso costeggia una discoteca, ci sono spettatori "euforici" che faticano a capire cosa spinge un branco di imbecilli a pedalare di notte invece di bere e ballare. Tra me e me li capisco, forse a causa della carenza di ossigeno mi faccio la stessa domanda ...

Incredibile: questa volta riesco a fare due giri interi!

Nei due giri mi hanno superato in 3: io ne ho superati parecchi, sono contento per la mia prestazione.

All'arrivo scopro che ho perso poco rispetto all'altra squadra, credo meno di un minuto. Alberto mi da il cambio: fine della tragedia notturna.

Torno alla base e mi ri-corico in macchina; giusto il tempo di pensare "Non riesco a prendere sonno" che ho gia' perso conoscenza.

Sveglia alle 7 e mezza, solo allora mi accorgo delle condizioni in cui mi sono coricato: maglietta da bici (puzzolente per il sudore), mutande, gambali blu (tipo calze autoreggenti) e calze da bici.

Il male al culo ha raggiunto il massimo: sotto la doccia un po' d'acqua raggiunge la zona incriminata; ci scappa un urlaccio, qualche maledizione irrepetibile ed una lacrimuccia.

Ma chi me lo ha fatto fare?

Colazione a base di barretta energetica e crostata, poi aspettiamo con trepidazione che il bar della bocciofila apra alle 8. In vista del nuovo turo di guida non mi resta che prendere un bel caffe' doppio.

Sono di nuovo alla partenza; per fortuna tutti sono stanchi e la strategia cambia: un solo giro a testa.

Parto, non ho finito il tratto asfaltato che ho gia' due pezzi di granito al posto delle gambe: sara' dura arrivare alla fine. Una strana energia si impadronisce del mio corpo e riesco a pedalare bene (relativamente alle mie possibilita' e' ovvio) fino ad un banco di sabbia.

La bici si blocca e devo scendere per non cadere; fantastico alla contrattura all'inguine se ne aggiunge una al polpaccio: sono veramente mal messo!

Giungo all'arrivo stremato: questa volta uno solo mi ha superato ed io ne ho superati parecchi!

Torno alla base: seconda razione di crostata (me la sono meritata ... ecchecaspita!), doccia e cazzeggio sulle sedie in attesa dell'ultimo turno (spero).

Mi vergogno un pochino per i miei tempi sul giro: ma chissenefrega, faccio parte dell'avventura e me la godo.

Trepidante attesa fino a mezzogiorno per il mio turno di guida. Le gambe sono gia' doloranti nel trasferimento dal campo-base alla partenza: del fondoschiena e' meglio non parlarne. P

ronti-via! Le gambe sono di granito (o marmo di Carrara?) ma come prima piano-piano una strana forza si impadronisce di me: stremato raggiungo il cambio.

Credo che mi abbiano sorpassato in non piu' di un paio ma io ne ho sorpassati 15 (li ho contati!). Arrivo stremato e do il cambio ad Alberto.

Comunico ufficialmente a Kusa che non ho piu' benzina: sono disposto a fare un altro giro (ammesso che ci sia ancora tempo per me) soltanto se mi pagano a peso d'oro!

Non mi sono mai trovato senza energie (e con le chiappe cosi' doloranti) in vita mia. Vado alla base, mi faccio un doccia. nel frattempo arriva Alberto, e' demolito come me. Anche lui ha deciso che non salira' piu' in sella per oggi.

Ci facciamo una bella bistecca e poi ... mi corico sulla brandina: riposo e prendo il sole.

Mi riprendo verso le 2 e mezza: vado a vedermi la conclusione della gara. Alle 15 e qualche minuto la 24h e' finita: siamo 16 assoluti. Il risultato non e' male, peccato che gli altri siano 14 e ci tocchi pagare la cena.

In piedi da Sinistra:

Pier, Nino, Moreno, Mirko, Gianluca, Kusa, io, Aldo, Alby

Seduti da Sinistra:

Nando, Ivano, Bresca, Dario, Citte, Rudy, Ernesto, Alberto