Percorso: Champoluc – Pian di Verra Superiore
Lunghezza: 19Km
Dislivello: 790m (Partenza: 1560m – Arrivo: 2350)
Difficoltà: Media-Semplice
Tempo percorrenza: 1.5-2h

Periodo consigliato:

Giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre
Periodo ideale: Giugno-Luglio

Breve descrizione

Una bella pedalata nella parte terminale della Valle d'Ayas.

Spettacolare il passaggio nel Pian di Verra, mentre l'arrivo al Pian di Verra Superiore offre una magnifica vista sul massiccio del Monte Rosa e dei suoi ghiacciai.

Il percorso

La partenza avviene dal parcheggio situato al temine dell’abitato di Champoluc.

La prima parte del percorso (Champloc-Frachey) può essere fatta o su strada asfaltata oppure si può seguire per circa 1,5 km il torrente Evançon percorrendo una delle due strade sterrate che lo costeggiano sui due lati.

Arrivati al parcheggio della funivia di Frachey è possibile, di fianco al Ristorante/Crêperie, fare rifornimento d'acqua.

Si continua su strada asfaltata per circa 1 km, affrontando una rampa discretamente ripida, e si arriva alla piazza di Saint-Jacques (1650 m), ultimo paese della Val d’Ays.

Se la borraccia non è ancora stata riempita sulla piazza si trova una fontana da cui sgorga della fresca acqua. Conviene fare rifornimento d'acqua poiché lungo il percorso non vi sono più fontane, o sorgenti, fino al Pian di Verra Inferiore.

Lasciata la piazza si procede per circa 300m lungo la strada asfaltata fino ad arrivare, al termine di una ripida rampa, ad un bivio in corrispondenza di un pilone votivo in pietra posta in mezzo alla strada. Si prosegue girando a destra in leggera salita.

Dopo circa 100m finisce l'asfalto e comincia la strada sterrata. Il tratto che segue fino ad arrivare al Pian di Verra Inferiore, circa 3 km con una ventina di tornanti, non ha pendenze molto impegnative ma, è reso difficoltoso dal fondo stradale che in certi punti è alquanto sconnesso.

Si tratta comunque di un tratto tutto pedalabile e non particolarmente impegnativo.

Finito il tratto a tornanti si arriva al Pian di Verra Inferiore (2000 m): un enorme pianoro morenico.

Il Pian di Verra Inferiore è in realtà un falso piano in salita di circa un chilometro di lunghezza.

Tra l'estremità verso la valle e quella opposta il dislivello è di circa 50 metri. Sarà per questo che il suo attraversamento del Pin di Verra Inferiore è particolare e sembra non terminare mai ?

In alcuni tratti il fondo è veramente sconnesso, ma è possibile usare dei piccoli single track tracciati nei prati che costeggiano il sentiero. Arrivati al termine del pianoro si riattraversa il torrente sulla destra, appena attraversatolo vi è una sorgente d'acqua..

Da questo punto parte anche il sentiero - non percorribile in bicicletta - che in 20 minuti di camminata

porta al suggestivo Lago Blu, il paesaggio merita la passegiata.

La strada ricomincia a salire a tornanti per circa 1,5 km fino ad arrivare all'imbocco della morena. Qui inizia il pezzo più difficile poiché la strada, costeggiando il lato destro della morena, continua a salire in un'unica ripida rampa per circa 1 km. La pendenza aumenta, la carreggiata si stringe ed il fondo stradale peggiora ma resta in ogni modo sempre pedalabile, magari richiede semplicemente l’uso di un rapporto agile (ma non troppo).

Inoltre in questo tratto, soprattutto nei mesi di Luglio-Agosto, si è spesso costretti a fermarsi per lasciare

passare i fuoristrada che fanno servizio taxi fino al Piano di Verra Superiore per gli alpinisti che proseguono per i rifugi Mezzalama o Lambronecca in prossimità del ghiacciaio.

Finita la ripida rampa, il fondo stradale migliora notevolmente tornando ad essere compatto, dopo alcuni saliscendi si arriva al Piano di Verra Superiore (2350 m).

Qui lo scenario è spettacolare e coinvolgente, anche se è evidente con il passare degli anni la riduzione e l’arretramento del ghiacciaio.

La discesa avviene sullo stesso percorso dell'andata, prestando specialmente nel tratto Pian di Verra Superiore – Pian di Verra Inferiore ai fuoristrada!

La discesa dal Pian di Verra Superiore sino all’abitato di Saint-Jacques è entusiasmante per gli amanti della discesa; in particolare è adatta, dato il fondo sconnesso, a bici full suspended.

Per chi invece è più prudente potrebbe essere faticosa, soprattutto nel primo tratto (Pian di Verra Superiore – Pian di Verra Inferiore) perché obbliga a lavorare costantemente con i freni.


Percorso: Champoluc – Colle Bettaforca - Champoluc
Lunghezza: 31.5Km
Dislivello: 1530m (Partenza: 1560m – Arrivo: 2650)
Difficoltà: Alta
Tempo percorrenza: 3-3.5h

Periodo consigliato:

Fine Giugno, luglio, agosto, inizio settembre
Periodo ideale: Luglio, Agosto

Breve descrizione

Per gli amanti della bicicletta, ma soprattutto delle salite, un itinerario entusiasmante delle alture che sovrastano la parte terminale della Val d’Ayas (Champoluc, Frachey e St. Jaques). Prestando attenzione ai panorami offerti è possibile vedere il massiccio del Rosa nella sua maestosità e, spuntare alle spalle del ghiacciaio, le vetta del Cervino.

                                                    -  ATTENZIONE! -

Considerato l’elevato dislivello si tratta di un’escursione alla portata dei pedalatori più allenati, ma grazie alle possibili deviazioni e scorciatoie può essere parzialmente percorso da ogni tipo di ciclista allenato. Di sicuro si tratta di  un escursione che consente la visione di panorami mozzafiato e, per contro, richiede "buone gambe"!

Il percorso

La partenza avviene dal parcheggio situato al temine dell’abitato di Champoluc.

La prima parte del percorso (Champoluc-Frachey) può essere fatta o su strada asfaltata oppure si può seguire per circa 1,5 km il torrente Evançon percorrendo una delle due strade sterrate che lo costeggiano sui due lati.

Arrivati al parcheggio della funivia di Frachey è possibile, di fianco al Ristorante/Crêperie, fare rifornimento d'acqua.

Si continua su strada asfaltata in direzione St Jaques per circa 500m, poi affrontando una rampa ripida si gira a destra in direzione Crocetta-Rifugio C.A.I. “Casale” (1665m).

Qui si procede sulla strada sterrata in salita. Il tratto di soli 2Km è molto impegnativo per l’alternarsi di rampe a forti pendenze tra i tornanti che lo caratterizzano.

In alcuni punti il fondo stradale da duro e compatto diviene quasi sabbioso, non è raro incontrare su queste rampe fuoristrada, camion o trattori.

Al termine di questo tratto si arriva al pianoro delle Mandrie (1950m) base di partenza degli impianti di risalita di Frachey. Con un po’ di fortuna ammirando il paesaggio alla vostra sinistra è possibile l’incontro con stambecchi. Sulla parte opposta della valle si fronteggia l’Alpe Nana Inferiore (2050m).

Si continua sulla stessa strada lasciando gli impianti di risalta (spenti) alla vostra sinistra e procedendo su una rampa abbastanza ripida, ma meno di quelle appena affrontate.

Dopo qualche centinaio di metri si giunge ad un bivio.

Procedendo a sinistra si arriva in pochi minuti al rifugio “Taconet” anche conosciuto come “Paradisia”;dove sono stati girati molti esterni del film “Tutta colpa del Paradiso” con Francesco Nuti ed Ornella Muti. Volendo è possibile raggiungere, attraverso il lago della Forca (2320m), il colle della Bettaforca (si tratta di un percorso di circa 6Km – 600m di dislivello circa).

Il percorso, invece, prevede di girare a destra al bivio (2000m) dove la strada sterrata procede in discesa (dislivello di circa 50m) per arrivare al villaggio di Sousun (1900m).

Fino ad una decina d’anni fa si trattava di uno dei più alti villaggi della Val d’Ayas abitato tutto l’anno, l’altro è Cuneaz (2065m) poco distante. Dopo una ripida rampa e poco più di un 1Km si arriva quasi al Crest (2050m circa), stazione di partenza degli impianti sciistici di Champoluc.

Se si vuole fare scorta d’acqua si può scendere sino all’arrivo degli impianti di risalita.

Altrimenti si procede a sinistra in direzione del lago delle Rane-Rifugio Belvedere.

Il primo tratto è spettacolare per la pendenza che presenta: si passa direttamente al rapportino e si spinge con tutta la forza sui pedali.

Per chi non ci riuscisse lo aspetta un tratto breve, ma molto ripido, in cui spingere la bici.

Dopo due tornanti (in cui una vocina ti dice: “Basta adesso metto giù i piedi!” ed un’altra ti dice:“Non farlo ci sono tutti i turisti che ti guardano!”) la strada sale con un pendenza accettabile ed in breve dopo pochi tornanti si arriva ai 2150m del lago delle rane.

Il lago (in realtà poco più di una pozza d’acqua) si trova alla nostra destra, ed è popolato da qualche trota e … molti girini e rane!

Si continua a pedalare su uno sterrato con fondo discretamente buono e pendenze accettabili, allietati dalla vista del Cervino.

Dopo un falsopiano (alla nostra sinistra ci sono due laghetti) si arriva al colle Belvedere (2380m); dove è situato un Rifugio in cui i “veri” sportivi si possono riposare gustandosi il paesaggio e … una buona polenta!

Lasciandosi, malvolentieri alle spalle il Rifugio, si prosegue per qualche centinaio di metri su una strada in discesa sino ai circa 2250m del lago Contenery.

Superato il bellissimo lago si prosegue sulla parte terminale della pista di sci denominata “Collegamento”. Qui la strada riprende a salire, la pendenza aumenta in modo esponenziale.

Superato il tornante, e passati al rapportino non tutti riusciranno a continuare a stare in sella: ci aspettano alcune centinai di metri di spinta.

In prossimità dell’arrivo di una seggiovia si arriva al bellissimo lago Ciarcerio (2370). Un volta ripreso fiato, pardon ammirato il paesaggio

ed il laghetto si prosegue in leggera discesa per 800m sino ad un bivio dove si svolta a destra e si ricomincia ad arrancare in salita.

Si giunge al lago della Forca (2320m) e dopo una discesa si arriva alla stazione di partenza della funivia della Bettaforca (2300m).

Qui ci aspetta l’ultima fatica in salita, in alcuni tratti ripida ed impegnativa.

Il fondo diviene sconnesso ed unito alla pendenza spesso costringe a posare il piede a terra ed a spingere. La fatica è tanta ma la vista che si ha all’arrivo posto a 2680m ripaga sicuramente.

È possibile vedere da un lato la Val d’Ayas ed il Cervino, dall’altro la valle di Grassoney. 

Di fronte a noi si presenta il massiccio del Rosa con i suoi ghiacciai.

Pochi metri ci separano dal rifugio posto all’arrivo della seggiovia che sale da Gressoney la Trinité-Stffal, ci saremo meritati un pezzo di torta?

Oltre alla torta il premio che ci aspetta è la discesa. Ad essere sinceri va detto che si tratta si di una tratto appagante ma impegnativo e tecnico. Non bisogna dimenticarsi che lo percorriamo al termine delle nostre fatiche.

Arrivati alla partenza della seggiovia della Bettaforca è possibile optare per due percorsi differenti che portano allo stesso punto.

A sinistra si risale al lago della Forca, per poi procedere lungo la strada carrabile e sterrata per il rifugio Taconet e quindi il pianoro delle Mandrie.

II più temerari optano per continuare sulla pista di sci del rientro al pianoro delle Mandrie.

Si tratta di un percorso veramente divertente, non particolarmente ripido (esclusi alcuni punti in corrispondenza di due tornanti) e con un buon fondo.

Arrivati al pianoro delle Mandrie si torna al rifugio C.A.I. “Casale” – Crocetta e da qui a Champoluc.

Percorso: Sestri Levante – Monte Costello - Sestri Levante
Lunghezza: 14Km
Dislivello: 480m (Partenza: 0m – Arrivo: 480m)
Difficoltà: Media-Semplice
Tempo percorrenza: 50'-1h
Periodo consigliato: Tutto l'anno
Periodo ideale: Da settembre a maggio

Breve descrizione

Una bella pedalata che partendo dal mare porta sulla punta del Monte Costello dove si gode una magnifica vista sulle due baie di Sestri Levante: la Baia delle Favole e la Baia del Silenzio.

Mozzafiato la discesa verso i ruderi della chiesetta di S.Anna, quasi a picco sul mare della Baia delle Favole.

                                                    -  ATTENZIONE! -

Il percorso, per semplicità, si svolge per buona parte (30%) su strada asfaltata

Il percorso

La partenza avviene dal lungomare di Sestri Levante.

Si procede, su strada asfaltata, per via Antica Romana, sino semaforo che funge da bivio per la frazione di S. Bernardo; qui la strada (sempre asfaltata) inizia a salire.

Dopo circa 4Km si arriva a S.Bernardo (155m) e si attraversa un’altra frazione di Sestri (Cascine Nuove) procedendo sempre su strada asfaltata. La pendenza della salita è costante ma non eccessiva. Considerando il fondo asfaltato si può procedere a medie orarie più che

accettabili, di poco inferiori ai 20 all'ora.

Sui fianchi della strada sono presenti per tutta la lunghezza piante di ulivo che forniscono un (minimo) conforto anche negli assolati pomeriggi estivi, il periodo migliore per percorrere questo tratto di strada resta però da settembre a maggio.

Tutto questo tratto è parzialmente percorribile tramite strade sterrate che si diramano ai lati della strada che abbiamo percorso.

Dopo circa 6.5Km dalla partenza si svolta a sinistra (nel centro di una curva della strada asfaltata) prendendo un sentiero sterrato con fondo ghiaioso.

La strada continua a salire con pendenze sempre accettabili e pedalabili eccezion fatta per una brevissima ma ripida rampa.  Allo scoccare del 9Km si arriva sul Monte Costello: è possibile sostare brevemente per rifiatare, pardon bere dalla borraccia nell’area attrezzata con tavoli e panche che troverete di fronte a voi ed all’ombra delle secolari piante che vi attendono.  Dopo circa 250m si lascia la strada sterrata per prendere un sentiero, di larghezza notevolmente inferiore, che si inoltra nella boscaglia sulla sinistra. Dopo poco più di 100m il sentiero si trasforma in uno scorrevolissimo e veloce single track dal fondo compatto: inizia il tratto di discesa veloce.

Il single track si trasforma ed il fondo di terra compatto lascia posto ad un fondo roccioso ma molto scorrevole: sembra d’essere pedalare sulle gobbe di veloci montagne russe.

È assolutamente d’obbligo ricorrere ai freni per restare sul sentiero.

Dopo circa un chilometro si pedala sulla cresta della collina che sovrasta Sestri Levante, che nel Settembre 2000, e nell'inverno 2003, è stata completamente bruciata da un incendio.

Intorno a voi si vedono ancora gli scheletri dei pini bruciati, mentre la natura sta (lentamente) riprendendosi.

Il breve rettilineo (300-400m) in piano può essere percorso tranquillamente ad andatura elevata con il rapporto più lungo di cui disponete. Al termine di questo tratto è però fondamentale ricorrere ai freni: inizia il single track tecnico in discesa.

Il modo migliore per affrontare questo tratto di circa 1Km di lunghezza è quello di staccare le scarpe dai pedali a sgancio rapido, affidarsi ai freni ed alle sospensioni (meglio se due!).

Il single track è in perfetto stile freeride: salti e buchi si

alternano a (brevissimi) tratti pedalabili: con una buona escursione delle sospensioni (ed ottimi freni) c’è veramente da divertirsi.

Se dentro di voi lo spirito dell’escursionista prende il sopravvento sul freerider godetevi il panorama sulla baia delle Favole e del Silenzio che si trovano ai vostri piedi!

Spostando lo sguardo verso destra poi la vista si perde nel golfo del Tigullio che appare nella sua interezza sino a Portofino.

Al termine del single track (dopo un salto di 60-70cm) svoltate a destra (in direzione di Cavi di Lavagna) continuando per un single track che si sviluppa sulla collina in leggerissima discesa.Dopo 200m si raggiunge una strada asfaltata, si percorrono

 circa 150-200me d al primo tornante a destra si prende un minuscolo sentiero che alla vostra sinistra sembra buttarsi giù dalla riva della collina: è quasi così. Si scendono alcuni scalini, si percorre un  brevissimo single track (50m) e si svolta a sinistra in direzione di Sestri Levante.

Dopo 300 metri di single track a picco sul (limpido)   mare si arriva ai ruderi della chiesetta di S.Anna.

Tutto questo tratto di single track che abbiamo percorso sinora è stato usato nel febbraio 2001 per la prova unica degli internazionali d’Italia dominati da Miguel Martinez.

Si procede per l’antico sentiero che collegava Sestri Levante con Cavi di Lavagna e si passa sopra a 3 ponti a secco costruiti nel 1600.

In realtà definire “sentiero” il percorso che stiamo facendo è voler essere ottimisti: è meglio chiamarlo single track in mezzo alle rocce …

Una volta arrivati in prossimità del camping S. Anna siamo anche giunti al termine delle nostre fatiche.