MTB - Gran Fondo "La Prevostura 2004" a Lessona (Bi)

Eccomi giunto al primo (ed unico) appuntamento con una Gran Fondo per il 2004.

In realtà finalmente conscio dei miei limiti fisici ho scelto di partecipare alla Gran Fondo Biellese ma di scegliere il percorso da checche, ovvero i 22 Km riservati ai "cicloturisti".

Intanto chiariamo un punto: "cicloturisti" dovrebbe identificare tutti colori che non sono in alcun modo tesserati come agonisti in un team. A rigor di logica non potrei partecipare a questa manifestazione, ma ad essere sinceri credo che dei quasi 150 partenti soltanto una decina (e forse anche meno) erano veramente cicloturisti gli altri ... andavano pure più forte di me!

C'è da dire che mentre la Gran Fondo "La Prevostura" vedeva alla partenza fior di bici, anche bi ammortizzate, alla partenza dei cicloturisti si notavano alcune bici "rigide" che ricordavano come fosse la MTB qualche anno fa.

Una cosa mi ha colpito mentre attendevo la partenza degli agonisti: al via c'erano fior di biker, come la Stropparo (veramente AnnaBella!), Tomas Dietsch (Campione Europeo Marathon!), Daniele Bruschi, Bettelli, Yader Zoli (è andato alle Olimpiadi!!), Castagnetti, Mourkine ed altri di cui ho scordato il nome; ad ogni modo dei signori biker.

Ma veniamo alla mia gara.

Si trattava del mio esordio assoluto in questa manifestazione, non conoscevo minimamente il percorso, se non per averlo visto sul sito degli organizzatori.

Da quanto visto mi aspettavo una gara "facile" con pochissime salite ed abbastanza pianeggiante, anche questa un'esperienza totalmente nuova per me.

Con queste premesse nella mia gara avevo già deciso la tattica ed il tempo che volevo impiegarci, doveva essere nell'intorno dell'ora, non superiore all'ora e un quarto. Ad ogni modo volevo entrare nei primi cinquanta, meglio trenta.

La preparazione alla gara, per la prima volta svolta completamente in "solitaria", non è male.

Integratori: prima di iniziare il riscaldamento vai giù di aminoacidi poi due borracce con integratori salinici e ... creatina da bere durante la gara. Mi sembra di essere una farmacia ambulante: servirà a qualcosa o si tratta solo di un sostegno psicologico?

Sul manubrio poi cardio con cronometro e contakilometri.

Il riscaldamento è eterno, partenza ritardata di un quarto d'ora ed ecco che ai 22Km della gara ne aggiungo en passant altri 10.

La tattica invece era molto semplice: pronti e via a tutta fino a quando ne avevo nelle gambe!

Con una tattica sopraffina come questa era fondamentale riuscire a partire nelle prime posizioni, sia per non essere rallentato nei single track, ma soprattutto per capire quali erano realmente le mie possibilità; solo pedalando con i migliori potevo capire quanto e come forzare.

I cicloturisti non possono prendere posto nella griglia di partenza, accanto agli agonisti. "Strana questa cosa" penso, e a questo punto ne approfitto per espletare alcune formalità (pisciatone per smaltire l'acqua in cui avevo disciolto gli schifosissimi aminoacidi).

Ed ecco la sorpresa: i cilcoturisti partono in direzione opposta agli agonisti ... mi ritrovo così a partire nelle retrovie.

Credo che dietro a me ci siano soltanto una decina scarsa di biker. La maggior parte di loro interpreta il giusto lato ludico della manifestazione e, al contrario di me, non ha assolutamente alcune intento competitivo.

Ecco che la prima parte della mia tattica andava a carte quarantotto ancora prima di partire: non male.

Vabbè, come diceva il Manzoni facciamo di necessità virtù e vediamo di arrivare almeno alla fine vivo.

Mentre il cardio è già a palla (da fermo siamo abbondantemente oltre i 120 battiti) azzero il cronometro ed il contachilometri in attesa del via.

Pronti ... via!

La partenza dalla retrovie è massacrante, un sacco di "colleghi" pur cercando di dare il massimo mi rallenta: porca miseria io voglio andare al massimo e non riesco a superarne abbastanza.

Dopo un breve tratto di lancio su asfalto ecco che inizia lo sterrato, in entrambi i settori supero decisamente molti atleti e ben pochi mi passano. Ecco che però arriva un tratto di single track: da fare nel bel mezzo del gruppo è stressante. Tu senti di poter andare molto di più di chi ti sta davanti ma non riesci perché altri vanno più lenti. Qui mi ricordo che io molto spesso rallento gli altri mi armo di pazienza e dove possibile sorpasso.

Ecco che mi accorgo che nella foga della partenza non ho fatto partire il cronometro: porca miseria quanto sarà passato? Di sicuro più di cinque minuti e mano di dieci.

La mia tattica funziona, le gambe girano bene il fiato manca ma d'altronde il cardio è sempre sopra i 180: fino a quando resisterò?

Il percorso è esattamente come me lo aspettavo: alternasi di strade sterrate, single track e (minimi) tratti di asfalto. Le gambe girano veloci e piano piano risalgo la fila. Riesco addirittura a superare alcuni agonisti (partiti dieci minuti prima di me!), in attesa del ristoro. Il ristoro lo attendo non tanto per fermarmi a recuperare ma soprattutto perché è posto a metà del percorso.

E dopo tanta fatica ecco arrivare il percorso: sono talmente distrutto (il cardio è sempre a 180...) che afferro a fatica una bottiglia e mi bagno la bocca. Ho talmente tanto fiatone che di bere non se ne parla!

Ecco che si torna sul percorso fatto all'andata su brevi saliscendi le gambe sono di marmo, il fiato manca e le borracce sono "vergini": chi ci riesce a bere?

Intanto ben pochi mi superano mentre io, lentamente, avanzo.

Poi al primo bivio tra agonisti e cicloturisti perdo il ritmo. Si tratta di un tratto su strada sterrata in cui le gambe perdono la forza e (managgia) sono superato da alcuni atleti, da qui in avanti è una sofferenza sino alla fine.

Prima di arrivare mi aspettano (ma lo scopro solo strada facendo) due strappi in salita malefici: uno lo riesco a fare tutto col rapportino (è la prima volta che la catena scende dal "padellone") l'altro decido di farlo a piedi.

Quest'ultimo rappresenta l'ultimo ostacolo 700m prima dell'arrivo.

Passato l'arrivo, riprendo (brevemente) conoscenza e guardo il cronometro: segna 58', in assenza di classifica penso di averci impiegato circa 1h10" e stimo di essermi classificato entro i primi 50 (forse tra i 30 ed i 50).

Dopo l'arrivo sono sfinito, e senza fare la doccia decido di tornare a casa; avrò modo di consultare la classifica sul sito della gara.

Nonostante sia riuscito a terminare la gara nel tempo che mi ero immaginato (non oltre l'ora e un quarto) non sono pienamente soddisfatto della mia prestazione: avrei potuto fare meglio, magari anche solo partendo più davanti. Forse in questo modo non sarei scoppiato già nei primi metri per cercare di guadagnare posizioni.

Poi ripenso al salitone che mi sono fatto a piedi, se avessi spinto il rapportino chissà forse avrei limato ancora qualcosa. In fondo ho dato quasi tutto ma a ripensarci avrei potuto fare meglio, ripensando al tempo impiegato mi convinco che (forse) potrei non essere nei primi 50.

Riguardando le classifiche degli anni precedenti il mio (presunto) tempo dovrebbe corrispondere al "tempo medio". In queste condizioni bastano pochi minuti in più o in meno per perdere o guadagnare 10-20 posizioni.

A classifica stilata scopro di averci impiegato 1h10'08" ed essermi classificato solo 64 (su 144).

Le mie (peggiori) previsioni si sono avverate: non sono riuscito a centrare completamente il mio obiettivo, si tratta di un mezzo disastro. In fondo il 50esimo posto è lontano solo 2' (ed il 30esimo solo 5'). Forse se fossi partito davanti... pazienza almeno ho uno stimolo in più x riprovarci il prossimo anno.

Certo che resta l'amaro in bocca ma, soprattutto, la consapevolezza di essere una mezza pippa (anzi un pippa!): questa si che è una sensazione bruciante.

D'altronde a me piace vivere le sensazioni che da la partecipazione ad una gara, ma porca miseria se ruga il sopravvalutarsi quando ci si scontra con i risultati!