MTB - Gran Fondo "La Prevostura 2006" a Lessona (Bi)

Domenica 8 ottobre: finalmente è giunta la domenica dedicata alla mia terza gara stagionale.

Devo dire che ho rivoluzionato la mia preparazione rispetto alle precedenti gare a cui ho partecipato; sia per motivi pratici (lavoro e famiglia) sia perchè questa gara mi appassiona poco.
Fatto sta che in pratica da Ferragosto non ho più messo il sedere sulla bici, se si esclude l’uscita in MTB della domenica precedente (ben 18Km!!). Due settimane prima della gara non ho svolto alcuna attività fisica (ero a Chicago per lavoro) mentre nella settimana precedente della gara mi sono sottoposto a 2 lezioni di spinning intense ed una sessione di pesi in palestra: in pratica sino a sabato mattina le gambe era equivalenti a due blocchi di granito.

Ad ogni modo, mi metto d’accordo con Ivano, Daniele, Rudi, Nino e Pier ed in carovana partiamo alla volta di Lessona: devo dire che avevo già partecipato all’edizione 2004 della GF La Prevostura (chiaramente sempre il percorso corto) di cui esiste una ricca descrizione sul mio sito.
Ad essere sincero per tutto il viaggio (ero solo in auto) sono stato tentato di iscrivermi al percorso lungo (45Km), poi la vigliaccheria che è in me mi ha convito a partecipare al percorso corto di soli 21Km.
Ad essere sincero, non è che non sia in grado di fare il percorso lungo: però potendo scegliere tra il morire di fatica su 45Km (per finire agli ultimi posti) ed invece sfiancarmi su un percorso breve (e terminare nella prima metà della classifica) preferisco la seconda ipotesi.

Per questa mia terza gara stagionale gli obiettivi sono di basso profilo: migliorare il tempo di 2 anni fa (1h e 16min) ma senza l’affanno della prestazione, quel che viene viene.
Come ho già detto la gara in sè non mi entusiasma, si tratta di un percorso con poche salite, essenzialmente piatto e molto veloce.
La strategia è la stessa della volta precedente: partenza a mille e pedalare sino a che c’è né poi ci penseremo…

Il riscaldamento è molto veloce (una ventina di minuti) a provare il giro di lancio, che avendo io già partecipato all’edizione 2004 come cicloturista so che mi verrà risparmiato ma tantè almeno per una volta pedalo in gruppo con gli altri.
Giusto il tempo di avvicinarmi alla griglia di partenza che scopro la prima sorpresa della giornata: I cicloturisti partono con gli agonisti e non dopo come nel 2004!
Questo significa che il giro di lancio lo faccio e prevede lo strappo sino in punta al paese, inizio a pensare di modificare la strategia.

Pronti… via!

Intorno a me la maggior parte fa mulinare i pedali a mille, mentre io e pochi altri pedaliamo in modo regolare. 500-600 metri e la pendenza si eleva: tra i “track, trick, trunk” dei cambi e delle catene io con il mio passo regolare mi prendo la soddisfazione di superare alcuni dei “fenomeni” partiti a tutta birra.
La strada è sempre asfaltata e… seconda sorpresa: giunti sulla cima della collina invece di scendere a sinistra si scende a destra: il percorso è completamente nuovo!
Pazienza mi adeguo alla pendenza (che al momento è negativa, cioè in discesa) e faccio andare le gambe: uno sguardo al tachimetro che segna 63Km/h, però l’impressione è di fare una GF da strada e non di MTB.
La discesa, ahimé, termina ed inizia una bella rampa in salita, mantengo il mio passo e sorpasso alcuni di quelli che in discesa mi hanno superato di slancio: il contachilometri segna ormai 4Km (su 21 attesi) pedalati e le ruote non hanno ancora pestato la terra. In compenso in salita pedalo costantemente fuori soglia (intorno ai 182-184 battiti) e mi mantengo al limite anche sui tratti pianeggianti.
Finalmente abbandoniamo l’asfalto per il terreno sterrato: riconosco la parte iniziale del percorso 2004. Sto pedalando, per una volta non in affanno benché sempre fuori soglia, e mi chiedo come e quanto abbiano cambiato il percorso; per il momento si tratta della parte sterrata, veloce e pianeggiante che ricordavo.
In alcuni tratti ci sono delle pozze d’acqua ed il fango pur non essendo fastidioso in alcuni punti rallenta parecchio la pedalata.
Arrivo in velocità e la strada d’improvviso si inerpica in salita: poco male dal padellone scalo al centrale, cambio il ritmo ed inizio a salire.
Il fondo è bruttino, in pratica il sentiero si trasforma in un single track e siamo tutti accodati come un trenino, ne approfitto e mangio la ruota di chi mi precede: chiaramente il cardio con I suoi bip del fuori soglia mi aiuta a mantenere il ritmo.
Il tutto sembra andare bene: cambia la pendenza e davanti a me rallentano, poco male scalo sul rampichino e mi adeguo al ritmo; non esiste tentare il sorpasso al di fuori del cammino “comune” il fondo è bruttino ed in più mi si stanno annebbiando gli occhiali!
Solo che… solo che mannaggia il rapportino sotto sforzo non vuole saperne di entrare!
Sono disperato, nel frattempo gli occhiali sono TUTTI appannati: che diavolo devo fare??
Mi fermo e sistemo le cose oppure imperterrito continuo?
Decido di continuare, il rapporto è duro per le mie gambe, ma il suo sviluppo metrico mi consente di andare più veloce degli altri (anche se i battiti si alzano, ora siamo sui 186-188), mi sposto dalla scia e sperando di mantenere l’equilibrio procedo imperterrito. Ad essere sincero mi trovo in una situazione imbarazzante: pedalo un rapporto troppo duro per le mie gambe ma in compenso non vedo dove vado… ad ogni modo recupero alcune posizioni ed alla fine raggiungo il piano dove mi tolgo finalmente gli occhiali: davanti a me c’è il ristoro!
Acchiappo al volo una bottiglia d’acqua, ma l’affanno è troppo e non riesco in pratica a berla, i battiti sono ancora sopra i 180… però siamo quasi a metà strada.
Mi trovo di nuovo a pedalare su asfalto: che delusione!
Ad essere sincero qualche strappo e strappetto c’è; la gara non è poi così piana come me la ricordavo: devono avere modificato profondamente il percorso (scoprirò poi dopo che non restano che pochi tratti comuni al percorso del 2004).
Ad un certo punto mi trovo un single track in discesa con un paio di imbranati che sono in crisi: riesco a superarli di slancio e… via siii mi sento un figo!!
La strada si fa abbastanza pianeggiante (si susseguono falsi-piani in salita e discesa), si tratta di una carrabile che però a causa del fango copioso la trasforma di fatto in un single track.
Immancabile raggiungo un biker che va più lento di me e mi adeguo al suo passo: alcuni temerari ci superano e quando scorgo la possibilità lo faccio anch’io. Si pedala veloce sino a che non raggiungo un trenino che dopo poco… cade e sono costretto ad unirmi alla caduta dal momento che la scarpa non si sgancia!
Mi rialzo e di scatto sorpasso un paio di atleti ancora a terra… pedalo in solitario per un pochino e poi il fango mi tradisce: la ruota posteriore scivola e mi ritrovo a terra. Porca miseria anche in questo caso fantozzianamente sono un tutt’uno con la bici: la scarpa non vuole saperne di sganciarsi. Mi rialzo e riparto… alla bersagliera!
Pedalo, per fortuna in solitaria, sino a quanto un tratto fangoso non mi tradisce per la terza volta: capitombolo nel fango sul fianco destro, la scarpa fieramente unita ai pedali ed io che… cristono nella melma acquosa!
Come se non bastasse arriva un trenino di 13-014 persone che mi sorpassa di slancio: e quando mai riuscirò a recuperarle?
Guardo il conta-chilometri manca poco all’arrivo 3-4Km.

Mi aggrego ad un gruppetto di altri 4 atleti, ci superiamo a vicenda per un po’ di volte, sino a quando all’ultimo chilometro due di loro mi superano in modo definitivo: non li riacchiapperò più.
Eccomi arrivato all’ultima salita, poi a rottadicollo in discesa ed eccomi arrivato: 1h e 16minuti!
Il tempo è più alto dell’ultima volta, ma il percorso è stato più duro: sono soddisfatto di quanto ottenuto.
Scoprirò di essere giunto 59esimo (su quasi 140 classificati), prestazione discreta guardando i distacchi difficilmente avrei potuto fare meglio. Forse non fossi caduto avrei guadagnato quelle 3-4 posizioni che comunque non avrebbero cambiato nulla.

Stagione agonistica 2006 archiviata ed un serio pensierino di appendere la bici al chiodo sino a marzo!!