MTB - Gran Fondo "Serrabike 2005" a Viverone (Bi)

Eccomi finalmente giunto al mio primo (ed unico) appuntamento con una Gran Fondo per il 2005.

In realtÓ si tratta di un appuntamento rimandato, infatti la gara era prevista per domenica 10 luglio, poi a causa di un terribile acquazzone (diluvio) la gara e' stata rinviata.

La bella prospettiva era di poter scegliere lungo il percorso se fare il lungo (45Km) che portava sino a Croce Serra), oppure scegliere il percorso da "cecche" (22Km).

Ad ogni modo mi sono auto-imposto di chiudere la gare in meno di un'ora e mezza (ovvero media inferiore ai 15Km/g), questo sarebbe per me un mezzo successo.

La mia idea era di fare il percorso corto, pero' nel caso le gambe avessero retto avrei scelto per il lungo, ben conoscendo il piacere di tornare a Viverone da Croce Serra (si tratta infatti del percorso di una delle famose escursioni con l'ammiraglio).

Torniamo pero' alla cronaca della gara. Come sempre mi capita arrivo sul posto della gara con un anticipo mostruoso.

Con tutta calma mi guardo attorno ed incomincio a raggelare: sono circondato da campioni o presunti tali.

Nel parcheggio c'e' una selva di biciclette fantastiche, che io normalmente vedo nelle riviste di MTB: un pochino mi vergogno della mia (modesta) Merida.

E' evidente che soffro di senso di inferiorita', pero' intorno a me e' tutto un fiorire di Cannondale, Specialized e Scott. Inutile dire che si tratta di bici che si posizionano come prezzo d'acquisto ben oltre i 2500Euro...

Poiche' io credo abbastanza all'equazione "bici figa=gamba buona" inizio a pensare che, forse, ho sbagliato a presentarmi al via di questa Gran Fondo; temo una bastonata formato gigante per il mio morale.

Mi presento ai giudici per il riconoscimento della tessera, e di fianco a me si presenta nientepopodimeno che Thomas Dietsch.

Il nome forse ai piu' dice poco, pero'... pero' si tratta di un giovane campionissimo (classe 1974) che corre come "Elite" per la "Bianchi Agos", tra l'altro sara' anche il vincitore della gara odierna. Se non sbaglio, Thomas e' anche il vice-campione mondiale di marathon.

Dopo questi beneauguranti auspici salgo sulla sella della mia fidata MTB e decido di provare i primi Km del percorso; partendo dalla Palafitta di Viverona si percorre tutto il lungolago per poi risalire verso Viverone paese ed arrampicarsi sino al lago Bertinetto.

La salita che porta a Viverone, su asfalto, fara' sicuramente la differenza: si tratta di poche centinaia di metri al 10%, posta strategicamente dopo il lungo rettilineo che invita alla velocita'. Nei giretti di riscaldamento che precedono la partenza (totalizzero' 9Km prima di partire!) incontro altri fenomeni, tra cui riconosco Castagnetti, la Ghezzo e Marco Bianco (che ha vinto la nostra gara).

Giunge finalmente l'ora della partenza: la tensione e' alle stelle il cardio a riposo segna gia' 115, iniziamo bene.... Mentre sto attendendo il via ascolto le persone intorno a me: minimo quest'anno hanno corso tutti almeno 10 Gran Fondo (io devo ancora partire nella prima...), Dolomiti Superbike (111Km!!) compresa.

Il morale non e' sotto i piedi, sta gia' scavando il terreno: giungero' ultimo?

Dentro di me cresce la convinzione di fare il percorso corto...

Pronti... Via!!!

Nonostante mi fossi auto-convinto di non partire a mille... parto a quasi tutta; sulla salita che riporta a Viverone paese ho la lingua che si incastra tra i raggi della ruota davanti!!

Imperterrito continuo a spingere il 42 anteriore. Decido che le probabilita' di fare il percorso lungo si riducono al lumicino, ma anche a costo di rischiare l'infarto non arrivero' ultimo!

Un'occhiata al cardio fa crollare le mie certezze: nonostante stia pedalando oltanto da poco meno di 3 Km il cuore non e' ancora sceso sotto i 191 battiti: attendo il collasso a momenti, ma tengo duro e non mollo!

Sono chiaramente in difficolta' ma nonostante tutto tengo duro, molti mi passano, ma qualche sorpasso lo riesco a fare pure io. Purtroppo nel primo strappo in salita avviene una reazione a catena, qualcuno davanti a ma cede e mette giu' il piede: nonostante la buona volonta' anche io devo cedere.

La rabbia monta, non tanto per aver messo giu' il piede ma quanto per gli inevitabili crampi che gia' so che mi aspettano dopo pochi passi. Infatti come salgo in sella mi si blocca il polpaccio sinistro e rischio una caduta fantozziana.

Riprendo a pedalare forzatamente agile per scaldare i muscoli e malauguratamente do uno sguardo al cardio: i battiti sono stabili... oltre i 180!

Non penso allo sforzo, intanto i chilometri piano piano salgono, siamo circa a 6 e dentro di me ho gia' deciso: sino al bivio pedalo alla morte e poi scelgo il percorso corto. Mi sto autoconvincendo che tanto il bivio sara' all'incirca a meta' strada e gli ultimi 11 Km di discesa daro libero sfogo alle mie velleita' velocistiche.

Nel frattempo il caos regna sovrano nella mia mente, non riesco a pensare a nulla se non a concentrarmi nello sforzo... finalmente quando supero i 7Km di gara riesco a trovare un breve tratto dove bere dalla borraccia... il bivio e' sempre piu' lontano. Nel frattempo ho incontrato un ristoro che per la prima volta nella mia vita salto.

Oramai vado avanti per inerzia, ho superato la soglia "del dolore" e pedalo senza capire che cosa mi accade intorno, l'obiettivo e' arrivare al bivio, nei miei calcoli mentali mancano solo piu' 5Km.

La fatica oramai e' tremenda, realizzo che non ho ancora pedalato per 10Km ed allora mi rendo conto di quanto sono pippa e rammollito: e' mai possibile che in meno di 10Km io sia cosi' demolito?

Da qualche chilometro mi trovo a fare la strada con altri due disgraziati come me: grosso modo andiamo alla stessa velocita', solo che ogni 50-100 ci sorpassiamo a vicenda. Certo che se rifletto che sto lottando per una posizione di rincalzo con un ciclista che avra' almeno 15 anni in meno di me, mi prende male... che vergogna!

Il percorso e' bello a parte i primi chilometri su asfalto si pedala nei boschi sulla Serra, chiaramente non e' troppo differente dai sentieri che frequento abitualmente; direi che ricorda parte del percorso della gara organizzata noi a Caluso.

Finalmente arriviamo alle prime case di Maglione, dove c'e' il tanto sospirato bivio, il contaKm segna circa 12Km, ed il sentiero si trasforma in una salita su asfalto.

La strada sale, per poi scendere da una scalinata (con sorrisone per i fotografi che mi immortalano) e dopo une breve discesa eccolo: il bivio!

Sena pensarci due volte scelgo il percorso corto. La strada sale ancora, ma essendo su asfalto decido di bere dalla borraccia. Arrivo al ristoro (prendo al volo una bottiglia di acqua che non riesco a bere e getto via, vergognandomi del gesto incivile)  ma la strada sale ancora: sono demolito, ricorro al rapportino.

Finalmente si scollina ed inizia la discesa... sorpresa i crampi ai quadricipiti mi stanno aspettando.

Per fortuna la strada e' quasi completamente in discesa, posso sforzare (alla faccia dei crampi che mi stanno dilaniando i muscoli) e raggiungere velocita' anche elevate (52 Km/h di punta), almeno per me.

All'arrivo riesco, per la prima volta a dare un'occhiata al cronometro e... incredibbulle il cronometro segna 1h 26m e qualche secondo!

Ci sono riuscito, sono riuscito a restare sotto l'ora e mezza, non ci credo!

Quando il respiro torna normale, vado alla macchina per cambiarmi e fare la doccia: il culo mi duole, gia' capisco che per qualche giorno sara' dura sedersi e lavarsi... come si suol dire sono "peperonato".

Dopo la doccia un'occhiata alla classifica; 28esimo, non male.