Gran Fondo "Serra Bike Tour" a Viverone (Bi)

Anche l’appuntamento con la seconda (e probabilmente ultima) gara del 2006 è giunto, si tratta della Serra Bike di Viverone. La partenza è fissata per demonica 2 luglio alle 10.30.

Giungo al paesello posto sull’omonimo lago con congruo anticipo, giusto in tempo per ritirare il pacco gara. Il caldo è veramente asfissiante, nonostante siano le 10 meno un quarto quando sono pronto per il “riscaldamento” il termometro è ben oltre i 25°!!

Ad essere sincero la voglia di fare la gara è veramente poca: il caldo, ma soprattutto la fatica pagata alla BMC hanno fiaccato il mio classico entusiasmo. Lo dimostra il fatto che io di solito meticoloso nel preparare i materiali per la gara ho scordato a casa la seconda borraccia ma soprattutto la bottiglia d’acqua! Mi tocca così elemosinare il riempimento della borraccia in un bar del lungolago.

Decido di non sfinirmi nell’attesa di entrare in griglia e percorro qualche volta la strada che scorre parallela al lago pedalando un rapporto agilissimo e facendo una sola breve puntata sul salitone (al 10%) che porta verso il paese.

Come al solito vedo bici spaziali sfrecciare intorno a me, e ben poche MTB peggiori della mia: la presenza di molti "veri atleti" e pochi cinghialoni come me mi demoralizza e mi fa presagire che sarà un luuunga pedalata.

Nella breve sgambata vedo scaldarsi valida Sandra Klomp e Milan che “battezzo” come i vincitori di giornata (azzeccando poi il solo pronostico femminile, Milan giungerà quinto perchè sbaglierà il percorso, in effetti quantomeno dubbio in alcuni incroci).

Quando finalmente entro in griglia ho percorso quasi 8Km di riscaldamento, ma la voglia di partecipare alla gara è se possibile ancora  diminuita ed  in particolare minata del terribile caldo, siamo introno alle 10 e mezza del mattino e la colonnina del mercurio segna 32° sotto il sole cocente. Entro in griglia e mi ritrovo nelle posizioni di rincalzo, altro elemento che contribuisce non poco al mio malumore. Già non prevedo una grande performance, se poi parto da dietro... sono sicuro che nei pezzi più ripidi mi toccherà mettere il piede a terra più di quanto vorrei. E per me mettere il piede a terra significano crampi sicuri.

 L’attesa per la partenza è terribile: sull’asfalto sotto il sole senza potere bere (porca miseria, ho solo una borraccia!) circondato da campioni (a giudicare dalle bici, dai muscoli delle gambe e dai risultati che vantano tra di loro), l’entusiasmo è ai minimi storici; in più sento rivoloni di sudore scendermi per la schiena. Per me che patisco in modo impressionante il caldo ci sono tutti i presupposti per una clamorosa disfatta.

Dentro di me decido che sicuramente farò il percorso corto e che comunque devo partire ad un’andatura ridotta, per evitare il disastro della scorsa edizione in cui sono partito a mille piuttosto che ripetere l'errore della BMC.

Mentre attendo di partire mentalmente mi pongo gli obiettivi di giornata: l'ideale sarebbe riuscire ad ottenere un tempo inferiore a quello dell’anno passato (un’ora e mezza) e possibilmente nella prima metà della classifica, meglio nei primi 20.

Realisticamente, una volta fissati gli obiettivi mi rendo conto che si tratta di risultati difficilmente realizzabili.

Mentre attendo do’ un occhiata al cardio, segna tra 135-145 battiti molti per essere a riposo anche se in attesa della partenza. Per curiosità controllo il cardio di uno pseudo fenomeno di fianco a me (che pedala su una fantastica Specialized da 2500-3000€) e segna 160 battiti, vabbè vuol dire che qualcuno che sta peggio di me c’è.

Finalmente si parte!

Tutti intorno a me partono a razzo sul lungolago, che essendo in piano porta a fare una partenza a tutta: riesco a non farmi trascinare e spingo tranquillamente il mio padellone con un 13-14 posteriore; in breve sono tra gli ultimi del groppone che vedo chiaramente allungarsi di fronte a me. Sempre su asfalto abbandoniamo il lungolago e ci troviamo di fronte alla prima rampa decisamente in salita, la pendenza è del 10%. Finalmente mi prendo le mie prime rivincite, spingo il 44-32 (incrocio vietatissimo) ed inizio a risalire nel gruppo, in molti davanti a me impediscono alla mia gamba (peraltro ancora tonica) di spingere più forte; uno sguardo al cardio mi spaventa: 193, ma il mio fisico sembra non accorgersene sarà merito dello spinning?

Decido di continuare a tenere imperterrito il mio passo attuale e di sfottermene degli altri, se va supero altrimenti lascio andare; è la prima volta che ci riesco in una gara.

Superato l’abitato di Viverone la strada continua a salire, il caldo è terribile, la gola è secchissima ed il cardio segna stabile oltre i 185 battiti: ora è solo da attendere il momento in cui il mio fisico cederà… per intanto inesorabile continuo a superare cinghialoni come me. Incurante spingo il 44-32 (o al massimo 28), mentre loro sono già alla corona centrale (ovviamente col 32 posteriore) o peggio al rampichino. Stranamente sono veramente pochi quelli che mi superano, evidentemente i tonici sono già davanti ed io ero troppo nelle retrovie.

Finalmente giungiamo al lago di Bertignano, ricordo che l’anno scorso sono giunto qui che ero già scoppiato mentre oggi (incredibilmente) la gamba c’è ancora e quindi ne approfitto per spingere: finalmente la strada si fa sterrata, purtroppo la visibilità è veramente scarsa a causa della polvere sollevata da chi mi precede.

Dopo qualche tratto in falsopiano finalmente si sale e… mannaggia il tizio davanti a me si ferma e fa scendere il piede ed io fantozzianamente cado chiaramente saldamente legato ai pedali. La mia pessima performance mi costa anche un sonoro vaffa… da chi mi seguiva a ruota costretto dal mio gesto a mettere giù il piede.

Mi libero il piede sinistro (che misteriosamente non riesco a sganciare dal pedale) e mi tocca salire a piedi dato che sono incolonnato e la maggior parte degli atleti (?) è scesa a spingere. Appena posso però salgo in sella ed inizio a pedalare con la corona mediana ed il 32 posteriore e riesco a ri-guadagnare alcune posizioni.

Sono in riserva di fiato, con i battiti stabili oltre 184 chiedendomi, mi continuo a chiedere sino a quando reggerò ma per non sbagliarmi, nel frattempo, imperterrito, continuo a spingere sui pedali.

Cerco riferimento col percorso dell’anno passato per cercare di capire come sto andando: la sensazione è buona, la gamba sembra tonica ed il fiato, seppure in affanno sembra esserci, però… vediamo sino a che punto devo essere ottimista. Come con gli anni ho imparato, quando mi sottopongo a simili fatiche la mente vaga e razionalizza poco, la sensazione è buona ed accarezzo il pensiero di percorrere il lungo: in fondo ho già percorso circa 6Km il fiato c’è la gamba anche perché non perseverare? Il trucco, forse, consiste nel non aumentare il carico.

Si continua a pedalare su sterrato, tratti psudo-tecnici (sentieri che sono poco più di single-track) abbastanza veloci, tranne dei terribili falsi piani in salita in cui le gambe non riescono a girare come la testa si attende.

Giungo al primo ristoro che sono in forma smagliante, afferro al volo una bottiglia d’acqua ne bevo un paio di sorsi (di più non ha senso, anche se vorrei, il respiro affannoso mi farebbe andare il liquido per traverso) e mi rovescio il resto sul casco e sul collo, per un secondo la temperatura corporea si abbassa… che goduria!

Adesso posso fare un confronto col passato: ricordo nettamente che l’anno passato a questo ristoro ero già sfinito e non vedevo l'ora di iniziare la discesa verso Viverone, mentre ora sto accarezzando il sogno di proseguire sul percorso il lungo… uhmmm niente male, allora per una volta ho trovato il giusto compromesso e sto “volando” sul percorso: l’entusiasmo mi prende.

Mentre percorro un tratto di discesa accecato dalla polvere mi accorgo che la strada svolta mentre io, inesorabile, sto andando dritto… mi aggrappo ai freni e caccio un urlo!

Uhff… mi sono quasi fermato di fronte ad un muracciolo di sassi, pronte partono le scuse per il poveraccio che mi stava seguendo, costretto ad una manovra di emergenza dal mio gesto sconsiderato. Il tizio in realtà mi confida che stava seguendo me perché non vedeva la strada e quindi anche lui è stato costretto alla manovra di emergenza.

Ripartiamo: oramai dovremmo essere nei pressi del bivio di Magnano e devo decidere cosa fare: una parte di me vorrebbe provare il lungo mentre la parte razionale parte propende per il corto.

In questi casi di solito prevale la parte irrazionale...

Ecco le prime case del paese, la strada sale inesorabile su asfalto e sotto il sole per oltre 500m: la decisione è presa!

Il caldo terrificante mi fa decidere di fare il corto, non riuscirei a sopportare tante fatica sotto un sole simile, in fondo il bivio è solo a metà salita ed è meglio girare verso casa.

Arrivato al bivio la strada si innalza per arrivare al ristoro… mi fermo a bere un bottiglia d’acqua (la borraccia è praticamente intatta) e me ne rovescio un’altra addosso nel tentativo di abbassare la mia temperatura corporea.

Dopo una breve salita (che l’anno scorso ricordo feci col rapportino mentre ora salgo con la corona centrale, mentre oggi spingo il vietatissimo 42-32) la strada inizia a scendere veloce ed io riesco a superare un paio di disperati come me. Finito il tratto di discesa (abbastanza tecnica e quindi divertente)mi rendo conto che in discesa possa ancora dire la mia, riesco infatti a superare agilemnte altri biker.

Si attraversa una stradina asfaltata e la strada si inerpica su una collina: mi ricordo il percorso, si tratta dell'ultima salita poi si scende a rotta di collo verso Viverone ed il suo lago.

Lentamente risalgo la collina (mannaggia mi sorpassano in due, ma riesco a mantenerli a portata di vista…) per poi percorrere un bellissimo single track che mi consente di raggiungere i due di prima: sono certo che l’ampia strada in discesa mi consentirà di superarli.

Infatti così è, la strada scende ed io spingo un rapportone spropositato (44-11), nonostante questo vengo superato da un matto che procede più rapido di me: decido di seguirne la scia! Scendiamo veramente veloci (un rapido sguardo al tachimetro mi fa intravedere che segna una velocità di 61 Km/h!) e superiamo un paio di altri ciclisti che si accodano… facciamo un trenino che più o meno viaggia compatto.

La strada scende sempre più sino a ri-diventare asfalto: ci siamo oramai siamo alla fine!

Spingo il rapportone alla morte e taglio il traguardo: uno sguardo al cronometro che segna 1h e 21m: mica male, meglio dell’anno scorso (1h 26m) ma soprattutto la sensazione di essermi comportato meglio.

Mi guardo intorno, dovrei essere riuscito a terminare nei primi 20 o 30, certamente non peggio.

Il caldo è troppo ed insopportabile, faccio la doccia e scappo a casa. La classifica la guarderò il giorno dopo, e di mangiare una pasta presumibilmente immangiabile non mi sfiora neppure.

 

Adesso è “il giorno dopo”, guardo la classifica ed incredulo mi inc***o: hanno sbagliato il mio tempo, segnandomi un vergognoso tempo di 1h 28m che mi relega al 47° posto: si sono sbagliati!

E' impossibile che io abbia fatto quel tempo, il mio cronometro è scattato al via e l'ho fermato come sono arrivato: segna 1h e 21m, non posso avere fatto un errore di 7minuti, qualche secondo ci sta ma 7 minuti sono un'enormità!

Scorro la classifica alla ricerca dei con cui sono giunto al traguardo, ricordo le loro maglie ed il team di appartenenza; infatti in classifica loro compaiono con 1h, 21m e qualche secondo. Sono classificati intorno al 26° posto, porca miseria che nervoso!

Con il tempo che mi hanno attribuito, hanno rovinato la gioia della prestazione!

Pazienza, dentro di me sono contento un buon risultato…

A questo punto spero di riuscire a fare la Prevostura, in modo da fare 3 gare in una stagione (primato per gli ultimi anni) e per misurarmi con il risultato di due anni fa.

Ah, dimenticavo il cardio segna una media di 184 battiti, continuo a chiedermi se è normale...